Sir Francis Bacon1) Parlando di Giordano Bruno abbiamo ricondotto il suo interesse per la magia all'esaltazione dell'agire umano finalizzato alla dominio della natura. Francis Bacon (1561-1626) si è impegnato sia nell'esplicitazione dei motivi dell'importanza di tale fine, sia nell'individuazione e celebrazione della scienza come dell'unico mezzo capace di raggiungerlo, intendendola come ricerca paziente e metodica, condotta da scienziati non isolati ma riuniti in gruppi di ricerca, e capace di produrre non conoscenze "pure" e "disinteressate" ma applicazioni tecniche progettate per il benessere dell'umanità, cioè per liberarla dai flagelli della miseria e delle malattie.

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2) Per Bacon il legame tra scienza ed efficacia pratica è così forte da considerare l'utilità, non concepita genericamente come semplice efficacia, come un vero e proprio criterio di verità ("ciò che è più utile in pratica è più giusto in teoria"), in un'ottica per la quale scienza e tecnica sono non fini a se stesse, ma "strumenti di riscatto e liberazione", animati dagli ideali "della 'carità' e della fratellanza". Ciò è testimoniato dal suo testo utopico rimasto incompiuto, La nuova Atlantide, in cui elabora un modello di società ideale la cui prosperità non è determinata da circostanze politiche, economiche o religiose (come avevano fatto Platone, Moro, Campanella) ma dalla sua natura tecnologicamente avanzata e dal peso che, nella sua direzione, hanno scienziati di tutte le nazioni, a cui è attribuita anche l'importante facoltà di decidere quali siano le invenzioni e le scoperte divulgabili e quali, invece, debbano essere tenute nascoste.

3) Nel Novum organum Bacon prende posizione contro la logica aristotelica giudicandola finalizzata soltanto al mero trionfo nelle conversazioni da salotto, e si sforza di individuare una metodologia ( = "organon", strumento) conoscitiva capace invece di trionfare sulla natura, ovvero sull'ambiente che ci circonda, per mezzo della conoscenza delle leggi che in esso vigono, individuate mediante un'osservazione dei fenomeni rigorosa ("interpretazione della natura") – non limitantesi, cioè, ad assumere passivamente (e superficialmente) quanto testimoniato dai sensi, ricavandone generalizzazioni frettolose ("anticipazioni della natura") – e verificate mediante esperimenti.

 

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